CROSSLINKING
Il crosslinking corneale è un trattamento terapeutico che ha lo scopo di rinforzare la struttura della cornea e aumentarne la stabilità nel tempo. Seppure estremamente sottile (circa 550 micrometri), la cornea è costituita da 5 strati: epitelio, membrana di Bowman, stroma, membrana di Descemet ed endotelio. Lo stroma, che costituisce il 90% dello spessore corneale e ne definisce la struttura, è formato da fibre di collagene che, in caso di cheratocono, diventano progressivamente più deboli e disorganizzate, causando un assottigliamento e deformazione della cornea.
Durante il crosslinking viene applicata una soluzione di riboflavina (vitamina B2), che viene successivamente attivata mediante una luce UVA controllata. Questa combinazione stimola una reazione fotochimica che induce la formazione di nuovi legami tra le fibre di collagene, rendendo la cornea più rigida, resistente e meno soggetta a deformazioni.
Il trattamento non modifica in modo significativo la forma della cornea nell’immediato, ma agisce come una vera e propria “stabilizzazione biologica”, con l’obiettivo di bloccare o rallentare la progressione della malattia. La procedura si esegue in anestesia topica, dura circa 20-30 minuti e non richiede ricovero.
Quando è indicato?
Il crosslinking è indicato principalmente nei casi di cheratocono in cui vi sia una progressione della patologia, che può essere identificata grazie a specifici esami strumentali. In caso di malattia più avanzata, la progressione del cheratocono si manifesta con un aumento dell’astigmatismo e un conseguente peggioramento della vista non correggibile con occhiali. Il trattamento è più efficace se eseguito precocemente, soprattutto nei pazienti giovani, in cui la malattia tende a evolvere più rapidamente.
Qual è l’obbiettivo?
L’obiettivo principale del trattamento è quello di bloccare la progressione del cheratocono, in modo da preservare la funzione visiva nel lungo periodo. Per questo è importante la diagnosi precoce della patologia, prima la l’acuità visiva venga compromessa. Una volta stabilizzata la cornea e bloccata la progressione con il cross linking, è possibile migliorare la qualità visiva grazie all’ausilio di lenti a contatto su misura (rigide o semirigide).
Cosa devo fare dopo l’intervento?
Dopo il trattamento di crosslinking corneale è normale avvertire fastidio, sensazione di corpo estraneo, lacrimazione e lieve bruciore, soprattutto nei primi giorni. Questi sintomi sono generalmente più evidenti nei primi 3-5 giorni e si riducono progressivamente quando avviene la completa riepitelizzazione della cornea. Durante questa fase viene applicata una lente a contatto terapeutica e prescritta una terapia con colliri antibiotici, antinfiammatori e lubrificanti. La vista può risultare temporaneamente offuscata o fluttuante nelle settimane successive al trattamento. Le normali attività quotidiane possono essere riprese in tempi brevi, evitando però l’esposizione a polvere e acqua nei primi giorni. I controlli oculistici programmati sono fondamentali per monitorare la guarigione e valutare l’efficacia del trattamento nel lungo periodo.